
Il viottolo tortuoso
si infrange contro il mare,
increspando il costone
di tufo bruno che, intorpidito,
sonnecchia incardinato
fra il verde degli ulivi
che si affacciano infastiditi
su quella angusta
ed indolenzita baia rossa.
Il cielo, infuriato,
si incupisce e si colora
annodando spesse strisce blu
che svolazzano arruffate
e cangianti ad ogni
suo collerico umore.
Poi, travolgendomi
il cielo mi sbarra il passo
e si sdraia, con dispetto,
mollemente di traverso.
Guardiano sorpreso
a bloccare il tempo
per attutire un ruvido sobbalzo
ed annullare il sussurro
bisbigliato da
questo triste silenzio.







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