Barack y Michelle Obama apoyan a Kamala Harris, un respaldo esperado pero crucial – Los Angeles Times

Source: Barack y Michelle Obama apoyan a Kamala Harris, un respaldo esperado pero crucial – Los Angeles Times

#43 – Coisas da SIL

Dia daquele que escreve
Rabisca, rabisca que até perece
Que quando escreve, esclarece
A vida de forma leve
De forma como acontece.
Nem sempre é amor, tem dor, desagravo
Tem choro e temor.
Mas quando se escreve,  escreve para compor
Uma melodia que aos poucos habita em cada um que ler.
Meio louco de se dizer…Apenas digita algo com sabor.
Feliz dia do escritor.
Um abraço da SiL.

Source: #43 – Coisas da SIL

Il grande fotoreporter di guerra Endre Ernö Friedmann divenuto Robert Capa | le pagine dei nostri libri

Ritratto fotografico di Robert Capa

Endre Ernö Friedmann (1913 -1954) è conosciuto con lo pseudonimo di Robert Capa, uno dei fotoreporter più famosi al mondo.

Il desiderio che la società liberasse dal fascismo spinse il fotografo ungherese a documentare, con la sua macchina fotografica, tutte le guerre che scoppiarono in quel periodo e a scattare alcune delle fotografie più belle del giornalismo visivo.

Endre era nato a Budapest nel 1913 dove i suoi genitori, di origine ebraica, godevano di una buona posizione economica e quindi egli entrò presto negli ambienti artistici e politici, dove era conosciuto come Bandi.

Dopo l’avvento al potere di un governo fascista in Ungheria, Endre andò prima in Germania e poi si stabilì a Parigi.

Qui iniziò a lavorare come fotoreporter per il settimanale comunista Regards. Di quel periodo sono famose le sue immagini di Leon Trotsky, allora in esilio, scattate con la sua piccola Leica durante uno dei suoi discorsi a Copenaghen.

A Parigi Endre incontrò la fotografa di origine tedesca Gerta Pohorylle, conosciuta come Gerda Taro. E insieme a lei, creò il famoso pseudonimo con cui da allora in poi il fotografo sarebbe stato conosciuto: Robert Capa.

Entrambi firmavano le loro istantanee con lo stesso pseudonimo, quindi oggi è abbastanza difficile capire quali siano state scattate da lui e quali da lei.

Credevano che, sotto il nome di un fotografo di origine nordamericana, avrebbero avuto un maggiore fortuna professionale.

Con lo scoppio della Guerra civile spagnola nel luglio 1936 la coppia, ideologicamente di parte repubblicana, si recò in Spagna per documentare il conflitto.

Il 5 settembre 1936, mentre copriva il fronte di Córdoba, Endre o forse Gerda, scattò la famosa fotografia Morte di un miliziano che alcuni identificano con l’anarchico Federico Borrell García.

Nel 1937 Endre e Gerda si separarono  e lei rimase in Spagna. Quello stesso anno mori investita accidentalmente da un carro armato durante la ritirata dell’esercito repubblicano da Brunete.

Durante la Seconda guerra mondiale Endre fu presente nei principali fronti di Italia, Francia, Nord Africa, ecc. Era presente anche durante lo sbarco in Normandia e  sono diventate famose le sue cosiddette “foto tremolanti”.

Degli oltre cento scatti che fece quel giorno, solo undici sopravvissero. Conosciute più tardi come “I magnifici undici”, sono state considerate la più importante testimonianza grafica di quell’evento storico.

Anche la liberazione di Parigi fu immortalata dal suo obiettivo nel mese di agosto del 1944.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il fotografo ottenne la nazionalità americana e l’identità ufficiale di Robert Capa.

Accettò l’incarico della rivista Life di documentare la Guerra d’Indocina, un conflitto scoppiato nel 1946 e terminato nel 1954, tra la Francia e il Viet Minh, un gruppo che combattè contro l’occupazione coloniale francese.

Capa noto’ al suo arrivo nel 1954 che la giungla aveva invaso tutto.A bordo di un veicolo appartenente a un’unità francese, il fotografo scattò istantanee del paesaggio mentre i soldati disattivavano lentamente le mine che infestavano la strada.

Ma Capa, non soddisfatto delle inquadrature, decise di scendere dal veicolo e subito dopo si udì una terribile esplosione.

I soldati,tra una fitta colonna di fumo, lo trovarono  morente con la gamba in frantumi e aggrappato alla sua macchina fotografica, mentre cercava di balbettare qualche parola. Senza rendersene conto, aveva calpestato una mina antiuomo.

Robert Capa divenne così il primo corrispondente americano ucciso in guerra. Diceva: “Se le tue foto non sono abbastanza buone, significa che non sei abbastanza vicino”.

L’enorme quantità di materiale che il  fotoreporter ha lasciato è riuscita a restituire in modo incisivo la memoria visiva del XX secolo.

 

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